29/04/2026
Futuri Emergenti Italiani - mostra “Skin to Skin, Born to Born” di Martina Zanin

Il giorno 18 maggio alle ore 15.30 presso la Sede di Udine in Viale Tricesimo 85 si terrà l’inaugurazione della mostra “Skin to Skin, Born to Born” di Martina Zanin alla quale siete invitati a partecipare.

In tale occasione sarà possibile dialogare con l’Artista e apprezzare le opere esposte con la guida del dott. Gino Colla.

L’iniziativa fa parte della mostra diffusa più grande d’Italia dedicata all’arte emergente under 35 e denominata “Futuri Emergenti Italiani” che si inserisce all’interno del progetto Bcc Arte&Cultura del Gruppo BCC Iccrea.

La mostra sarà visitabile, su prenotazione scrivendo mail a info@bancadiudine.it, durante gli orari di apertura della Banca fino al 30 giugno 2026.

Biografia dell’Artista

Martina Zanin (San Daniele del Friuli, 1994) è un’artista visiva che vive e lavora a Roma. La sua pratica artistica mette in discussione le dinamiche di potere e autorità all’interno delle relazioni familiari e affettive ponendo particolare enfasi sul labile confine che esiste tra protezione e controllo, spaziando tra fotografia, scrittura, installazione, scultura e libro d’artista. Le sue opere sono parte di collezioni pubbliche come MoMA Library (New York); Haas Library Yale University (New Haven); MEP (Paris); FMAV (Modena); Fondazione Orestiadi (Gibellina). Nel 2024, è tra i finalisti del Talent Prize promosso da Inside Art. Vince il Premio Terna 2023, e il primo premio di Camera Work 2021. Nel 2021, è tra gli artisti selezionati per Giovane Fotografia Italiana e Cantica21. Italian Contemporary Art Everywhere promosso da MAECI e MiC.

Presentazione della mostra

Skin to Skin, Bone to Bone presenta una serie di opere che esplorano la tensione tra il desiderio di intimità e la fragilità intrinseca di questo avvicinamento. Zanin si sofferma su un processo di logoramento lento, quasi impercettibile, che si produce attraverso la ripetizione: un gesto che ritorna, uno sfregamento continuo che, progressivamente, erode in superficie e in profondità.

Il contatto tra due corpi, come evoca il titolo Pelle contro Pelle, Ossa contro Ossa, genera sempre un’alterazione. Ogni prossimità implica una trasformazione. Forse è proprio in questo movimento, tra ciò che cerchiamo nell’altro e ciò che perdiamo nel farlo, che si inscrive la possibilità stessa dell’intimità.

Attraverso l’uso di media differenti — dalla fotografia alla scultura fino all’installazione — l’artista si muove all’interno di questa tensione tra desiderio e consumo, tra intimità e logoramento, ponendo al centro il tema della vulnerabilità.