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05/06/2017
Economia Fvg: ripartono costruzioni, servizi ed export
Migliora anche l’occupazione, secondo le previsioni del centro studi di Federcasse
«La congiuntura regionale sembra evidenziare prospettive di moderata ripresa nel triennio 2017-2019. La dinamica più favorevole delle aspettative del commercio internazionale dovrebbe essere intercettata efficacemente dall’economia del Fvg. In tal senso, le previsioni del Servizio Studi di Federcasse per il prossimo triennio – spiega Stefano Di Colli, della Funzione Studi della Federazione Italiana delle BCC - ipotizzano una crescita del Pil regionale complessivamente del 4,4 per cento, grazie al contributo particolarmente favorevole dei settori delle costruzioni (+8,2 per cento) e dei servizi (+5,1 per cento). Si tratta di una crescita più solida di quanto ipotizzato per il resto del Paese (+4,2 per cento tra il 2015 e il 2019) e che tiene anche conto del miglioramento dello scenario internazionale. Si prevede una ripresa trainata dalle esportazioni e dal marginale recupero dei consumi, in crescita tra lo 0,7 per cento e lo 0,9 per cento dal 2017 al 2019 grazie anche alla graduale riduzione della disoccupazione. Quest’ultima dovrebbe essersi lasciata alle spalle, nel 2015, il punto di massimo, per ridursi gradualmente fino al 7 per cento nel 2019 (ancora circa il doppio di quello pre-crisi: il 3,4 per cento del 2007)».

Secondo Federcasse, il Fvg ha recentemente offerto un quadro caratterizzato da numerosi indicatori favorevoli a un recupero della congiuntura in un contesto di moderata crescita del Pil italiano. Un indicatore anticipatore dell’attività economica regionale, quale il numero di imprese, ha registrato un calo su base annua nel primo trimestre del 2017 (-1,1 per cento, -0,6 per cento trimestrale), nonostante nella regione permangano una maggiore incidenza dell’accumulazione di capitale in percentuale del Pil (18,6 per cento, contro il 17,2 per cento italiano) e una più accentuata capacità di sviluppo delle imprese (36,1 per cento, contro il 32,8 per cento). La diminuzione delle imprese attive è, probabilmente, una conseguenza del rallentamento congiunturale registrato controtendenza nel corso del 2015, quando il valore aggiunto regionale è diminuito dello 0,1 per cento per il contributo negativo prevalentemente del settore delle costruzioni (-3,8 per cento).

«Allo stesso tempo – prosegue Di Colli -, l’elevata capacità di esportare delle imprese della regione (35,1 per cento, contro il 24,7 per cento italiano) ha favorito un buon incremento delle esportazioni. Nella rilevazione di dicembre 2016, l’avanzo commerciale è salito del 20,6 per cento su base annua in ragione di un’accelerazione delle esportazioni più che proporzionale di quella delle importazioni. Sul versante domestico, indicazioni positive sono giunte dal mercato del lavoro e da quello delle abitazioni. La disoccupazione è scesa in media d’anno dall’8 per cento del 2015 al 7,5 per cento del 2016, grazie anche all’accelerazione del tasso di attività che ha toccato il massimo assoluto del 70,8 per cento. Le assunzioni previste nei prossimi 6 mesi dagli operatori economici impegnati nei vari settori lasciano intravedere buone possibilità di un miglioramento della situazione occupazionale (+75,4 per cento annuo il numero degli intervistati ottimisti), soprattutto nel turismo e nei servizi».