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15/06/2009
Bcc Fvg: la crisi non frena gli aiuti alle imprese
L'Assemblea della Federazione a Trieste: i profitti scendono nel 2008 da 59 a 41 milioni. Brunoro: crescono gli impieghi. Iccrea Holding aumenta il capitale. Il presidente nazionale Azzi: «Sistema cooperativo più forte».
di NICOLA COMELLI


TRIESTE Credito cooperativo più forte con il corposo aumento di capitale di 500 milioni (200 milioni subito e altri 300 in delega al cda) annunciato da Iccrea, la holding bancaria che sostiene la galassia delle Bcc. Ne è convinto Alessandro Azzi, presidente della Federazione nazionale delle Bcc che, intervendo ieri all’assemblea dei soci del credito cooperativo del Friuli Venezia Giulia, al Mib, ha rimarcato «l’importanza di proseguire sulla strada del radicamento territoriale degli istituti e di favorire ulteriormente meccanismi di sinergia interni al sistema».
Sullo sfondo dell’intervento di Azzi, i numeri del bilancio di gruppo 2008 del credito cooperativo regionale, il primo della presidenza di Giuseppe Graffi Brunoro. Un bilancio che inevitabilmente ha risentito degli odierni tempi bui, con l’utile d’esercizio che è passato dai 59 milioni di euro del 2007 a 41,3, ma che mette anche in luce la storica solidità delle piccole casse rurali, con la raccolta che è arrivata a quota 7,3 miliardi (un + 3,82% rispetto ai 7,08 miliardi del 2007, con la raccolta diretta che ha fatto segnare quasi un + 10%, attestandosi a 5,1 miliardi) e gli impieghi che sono cresciuti del 7,63% ( a fronte di una media nazionale del +2,8%), raggiungendo la cifra di 4,3 miliardi. Le quote di mercato degli impieghi Bcc sono stabilmente superiori al 14% con una punta del 30,5% nella provincia di Gorizia.
«Il momento non è facile – ha fatto notare Graffi Brunoro nella relazione sulla gestione – ma siamo ben patrimonializzati (il patrimonio di base è di 313 milioni, pari al 42% del patrimonio di vigilanza, ndr)». Si toglie qualche soddisfazione in più il presidente nazionale Azzi, ricordando che «quando il testo unico bancario entrò in vigore, nel 1993, più di qualcuno aveva predetto la scomparsa del credito cooperativo entro il 2000. I numeri e la storia recente dimostrano qualcosa di molto diverso».
Tuttavia, anche la galassia delle 16 Bcc del Friuli Venezia Giulia ha le sue preoccupazioni: le sofferenze sono passate dall’1,44 al 2,09% degli impieghi totali, con una crescita secca del 56%. Il rapporto tra sofferenze nette e patrimonio di bilancio è del 12,26%: nel 2007 questo rapporto era al 7,86 mentre nel 2006 era al 3,90. Ad ogni modo, margine di interesse e margine di imtermediazione migliorano, passando rispettivamente da 169 a 181 milioni, e da 217 a 221 milioni.
«Per quest’anno ci aspettiamo comunque un lieve calo del margine di intermediazione – ha anticipato Graffi Brunoro, basandosi sui primi cinque mesi ddel 2009 – in linea con i tempi che stiamo vivendo”. Anche per questa ragione, per il 2009 non è prevista l’apertura di nuovi sportelli. Oggi ce ne sono 964 in tutta la regione: ogni cento sportelli bancari, 22 sono targati credito cooperativo. Nel 2007 erano 942.
Un incremento che ha determinato non a caso un aumento tra i due esercizi dei costi operativi, passati da 133,7 a 150,1 milioni. Aumento in buona parte rappresentato dalle spese per il personale, che da 81 milioni si sono attestate a 94. Oggi i dipendenti delle 16 Bcc sono 1388 (due anni fa erano 1318).
A margine della relazione sulla gestione, tra gli altri interventi, è spiccato quello del presidente della Camera di commercio di Trieste, Antonio Paoletti che, rivolgendosi all’assessore regionale Roberto Molinaro e sottolineando l’impegno «delle Bcc a favore della medio e microimpresa» ha spinto «la Regione a fare di più contro la crisi, facendo arrivare davvero al territorio le risorse stanziate nei mesi scorsi». «Ne è esempio - ha aggiunto Molinaro - la sottoscrizione, assieme anche alle parti sociali, del protocollo d'intesa, lo scorso 28 aprile, che prevede l'anticipazione a tasso e spese zero, dell'indennità di cassa integrazione».