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26/02/2007
Bcc, nel 2006 gestiti 10 mld
Si chiude con numeri più che confortanti il bilancio 2006 della Federazione: oltre 66 mila clienti - Del Negro: le aziende richiedono soldi per investimenti

UDINE. Supera i 10 miliardi di euro la massa operativa (raccolta diretta, indiretta e impieghi) gestita nel 2006 dalle Bcc del Friuli Venezia Giulia, con un incremento percentuale dell’8,7% sull’anno precedente e del 57,8% sull’ultimo quinquennio. La raccolta complessiva ha raggiunto quota 6 miliardi e 689 milioni di euro segnando una crescita dell’8,4%, La raccolta diretta presenta un tasso di crescita del 7,9%, confermando il trend positivo rilevato nei precedenti esercizi, mentre quella indiretta è salita del 9,5% rispetto al 2005.
E’ il bilancio 2006 delle Bcc. Numeri più che confortanti. I clienti affidati sono 66 mila 126 (l’importo medio del fido sale a 54 mila 877 euro, +8,6%), i soci hanno raggiunto quota 40 mila e sono aumentati anche gli addetti, che al 31 dicembre 2006 risultano 1.318. «Siamo finalmente in fase di “uscita” dalla stagnazione - commenta il presidente della Federazione delle Banche di Credito Cooperativo del Friuli Venezia Giulia Italo Del Negro – come dimostra la crescente richiesta, da parte delle aziende, di finanziamenti per investimenti produttivi e non più per ripianamenti». Aumentano infatti, nel 2006, gli impieghi a medio-lungo termine (+10,4%) nel 2006, favoriti dai tassi contenuti e dalla pressione concorrenziale del mercato. Le esigenze finanziarie delle imprese, sono l’elemento che più di altri ha sostenuto la crescita degli impieghi e non, come è accaduto negli ultimi anni, per la ristrutturazione del passivo, ma in seguito a un accresciuto fabbisogno finanziario legato proprio alla ripresa degli investimenti. Favoriti anche dalle misure messe a disposizione dalla Regione (i contributi concessi sono più che quintuplicati) gli investimenti hanno fatto triplicare, nel 2006, il numero dei macchinari acquistati dalle aziende. Sul versante della raccolta diretta, la componente con l’incidenza maggiore (47,6%) è rappresentata dai conti correnti che ammontano a 2 miliardi e 72 miliardi di euro.
Le famiglie, visto il miglioramento della redditività derivante dall’investimento sui mercati finanziari, riorientano i propri portafogli verso prodotti caratterizzati da maggiore durata e più elevato profilo di rischio/rendimento.L’investimento in obbligazioni Bcc rappresenta la seconda voce per importanza della raccolta diretta (35,5%) ed è pari a 1 miliardo e 545 miliardi di euro, registrando una crescita dell’8,8% rispetto all’anno precedente. «Un’offerta – precisa il presidente Del Negro – molto apprezzata dal mercato, in quanto le Obbligazioni emesse dalle Bcc, sono “garantite”, ossia consentono ai risparmiatori clienti delle Bcc (senza alcun aggravio di costo), di ottenere garanzia del loro rimborso in caso di insolvenza dell’emittente. Una scelta volontaria delle Bcc e non imposta da alcuna normativa, ma che abbiamo ritenuto di effettuare per tutelare i risparmiatori, scottati in troppe occasioni dai crack finanziari». Sotto il profilo del rischio di credito, infine, le sofferenze rappresentano l’1,31% degli impieghi, valore in calo rispetto al 1,52% registrato nel 2005. Il processo di rialzo dei tassi d’interesse non sembra aver generato nella clientela un peggioramento della qualità del credito. «Le Bcc confermano una qualità del credito – conclude Del Negro - di gran lunga migliore rispetto al dato del sistema bancario regionale e questo è un frutto diretto del loro “stare sul territorio”, a diretto contatto con la comunità dei cittadini e delle imprese».

Messaggero Veneto - lunedì 26 febbraio 2007