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19/09/2008
Più attenzione che timori tra i clienti delle banche Fvg
Dagli istituti di credito locali giungono rassicurazioni anche sulla propria situazione operativa e patrimoniale Dagli agenti delle compagnie assicurative invece segnali che c’è preoccupazione tra la clientela più attenta

Non si registra particolare nervosismo nei clienti delle banche del Friuli Venezia Giulia nei giorni in cui la tormenta finanziaria scuote i mercati internazionali, ma certamente un aumento dell’attenzione. Gli istituti locali, in linea con quelle nazionali, dichiarano di sentirsi al riparo dagli effetti devastanti della crisi.

Risultato di una gestione della liquidità programmata sul lungo periodo come afferma il direttore generale di Banca di Cividale Luciano Di Bernardo. «Preoccupa di più l’eventuale effetto domino che potrebbe coinvolgere anche il nostro sistema» puntualizza Di Bernardo. «I nostri programmi di gestione liquidità ci danno autonomia per almeno dieci anni» ha concluso il direttore generale di Civibanca.

Dichiarazioni in sintonia con quelle di Alberto Curiz, capo area regione Friuli Venezia Giulia della Banca Popolare di Vicenza: «Non ci sono esposizioni da parte del nostro istituto e la nostra clientela lo sa: è per questo che non registriamo particolare nervosismo». Ciò che è rilevato dalle banche è, invece, una comprensibile sosta nelle operazioni: «I clienti stanno alla finestra – continua Curiz – oppure si rivolgono ai tradizionali Bot e Cct o alle obbligazioni bancarie». La Popolare di Vicenza dichiara un coinvogimento marginale con Lehmann Brothers: lo 0,24% del portafoglio clienti e il 3% del patrimonio societario Arca Corporate.

Anche la Federazione delle Banche di Credito Cooperativo del Fvg dichiara un’assoluta tranquillità: “Le Bcc adottano modalità gestionali diverse rispetto alle banche statunitensi. Le cartolarizzazioni dei nostri mutui rivelano profili di buona qualità e i nostri portafogli presentano investimenti a rischio controllato, frutto di una politica gestionale prudente». Sintetica la risposta arrivata dai vertici di Hypo Alpe Adria Bank: «La situazione è assolutamente tranquilla. Hypo non pratica la finanza creativa. Non ci sono esposizioni in fondi che presentano problemi».

Qualche motivo di preoccupazione interessa gli istituti dei due gruppi che dichiarano effettivi coinvolgimenti con Lehmann Brothers: il gruppo Intesa Sanpaolo e FriulAdria gruppo Credit Agricole. Entrambi si affidano alle dichiarazioni ufficiali dei rispettivi vertici. Per il primo «l’esposizione del Gruppo Intesa Sanpaolo nei confronti del Gruppo Lehman Brothers è di 51 milioni di euro per crediti di cassa, 3 milioni per crediti di firma e circa 166 milioni in titoli titoli obbligazionari. Rischi di sostituzione per un valore netto a mark-to-market di circa 40 milioni di euro». Ma Enrico Salza, presidente del consiglio di gestione di Intesa San Paolo ieri ha dichiarato «Va tutto bene. Per l'Italia ci sono piccoli problemi marginali. Sono preoccupato per gli altri, ma non per noi». Banca Popolare FriulAdria dichiara che «operando sul mercato locale, non registra esposizioni di rilievo su Lehmann Brothers, salvo piccole posizioni legate al singolo dossier titoli di qualche cliente. La clientela manifesta una certa preoccupazione per l’attuale situazione, ma i principali timori sono legati alle possibili ricadute della crisi finanziaria sull’economia reale».

E gli assicurativi? Per Danilo Battaglia coordinatore regionale del Sindacato nazionale agenti d’assicurazione: «C’è preoccupazione nella clientela più attenta. Nel nostro sistema siamo coperti, ma effettivamente capiscono che viviamo una crisi senza precedenti».