Tab
Sapzio Soci_lan
icon_FB_laterale
Twitter
Youtube
 
20/08/2007
Imprese, nuovo fondo con Bcc e Confidi
L’iniziativa consentirà alle aziende di capitalizzare e investire in sviluppo

Capitalizzazione dell’impresa, investimenti in sviluppo aziendale e ristrutturazione del debito. Sono le principali finalità dell’intervento, gestito dalla Federazione delle Banche di Credito Cooperativo del Friuli Venezia Giulia, in collaborazione con i Confidi artigianato, commercio e industria, per sostenere le aziende della provincia di Udine nel processo di consolidamento e sviluppo dell’attività.

Sono proprio le Bcc, a detenere il più alto tasso di operatività con i Confidi udinesi: 25 milioni e 642 mila euro (pari al 23%) con l’artigianato; 11 milioni 170 mila euro (pari al 27,09%) con il commercio; 7 milioni 316 mila euro (pari al 12,29%) con l’industria.

L’iniziativa messa in campo – denominata “Fondo Sviluppo Impresa” – può contare su un milione di euro (messo a disposizione dalla Camera di Commercio di Udine) equamente distribuito fra i Confidi dei tre comparti. A queste risorse (333 mila euro per ogni settore) ogni Confidi aggiungerà una quota analoga, costituendo un apposito fondo. In questo modo, le risorse messe a disposizione genereranno una potenzialità pari a 11 milioni di euro. Le operazioni comprese dalla convenzione sono mutui chirografari della durata da 36 a 60 mesi con la possibilità di un preammortamento di durata non superiore a sei mesi.

L’importo, per operazione, va da un minimo di 20 mila a un massimo di 100 mila euro, che può essere aumentato a 200 mila nel caso sia utilizzato per la capitalizzazione. Il limite massimo concedibile per ogni impresa è di 100 mila euro (sempre 200 mila in caso di capitalizzazione). I Confidi garantiscono un tasso pari all’Euribor 3 mesi, senza alcuno spread. Condizioni, dunque, decisamente favorevoli che, dovrebbero incentivare le imprese a investire e a capitalizzare l’azienda.

La scarsa capitalizzazione e la ridotta dimensione aziendale restano un fattore determinante per la competitività delle imprese: sono infatti le micro aziende a soffrire di più, soprattutto in termini di erosione dei margini operativi, mentre quelle più grandi sono quasi sempre in grado di realizzare tassi positivi di crescita del valore aggiunto e risentono meno dell’incidenza dei costi fissi.