Tab
Sapzio Soci_lan
icon_FB_laterale
Twitter
Youtube
 
13/08/2007
Le Bcc rassicurano e tendono la mano ai precari
Sono pronte a concedere prestiti a chi non ha un impiego sicuro, ma con garanzie della Regione

Se in America la concessione del credito facile ai lavoratori precari ha contribuito a mandare in crisi il sistema dei mutui, in Friuli la Federazione delle banche di credito cooperativo tende la mano proprio ai lavoratori assunti a tempo determinato.

A differenza degli istituti di credito americani, però, le Bcc concedono i prestiti agevolati ai precari solo se garantiti dalla Regione attraverso il collegamento all’apposito fondo di garanzia. Un esempio, questo, che conferma con quanta attenzione le banche friulane valutano la clientela prima di concedere non solo i mutui casa, ma anche il credito al consumo.

«In prima battuta – conferma il direttore della Federazione delle Bcc, Gilberto Noacco – valutiamo la capacità di rimborso: prima di prestare soldi a chi non ha capacità di ritorno ci pensiamo due volte». Anche Noacco è certo che «la psicosi alimentata dalla crisi americana è ingiustificata». Il monitoraggio della Federazione delle Bcc è ad ampio raggio: con oltre 200 sportelli presenti in regione, per le Bcc i crediti alle famiglie rappresentano il 40% del totale degli impieghi». Il dato positivo è rappresentanto dal fatto che pur evidenziando un trend in crescita, il credito alle famiglie registra un calo delle sofferenze. «Lo scorso anno – spiega Noacco – la percentuale si è attestata all’1,14% contro l’1,25 del 2003».

Soprattutto i giovani, fa notare il direttore della Federazione delle Bcc, stanno acquistano dimestichezza con il credito. Una dimestichezza che, però, li porta a onorare i loro impegni: «Le sofferenze – continua Noacco – sono determinate da varie situazioni familiari che possono portare un cliente a modificare i suoi impegni». Il panorama dei mutui concessi in Friuli, insomma, è diverso da quello che in America ha provocato una crisi senza precedenti. Molti consumatori, infatti, hanno investito in fondi obbligazionari composti anche da titoli rappresentativi di mutui concessi oltre oceano e che rischiano di rimanere insoluti. Questi stessi consumatori potrebbero trovarsi a dover fronteggiare una perdita nelle rendite. «Nei nostri fondi certi titoli non entrano» assicura il direttore della Federazione delle Bcc, nel ribadire che i criteri americani non sono così accorti come quelli italiani.

Altrettante rassicurazioni non possono essere fornite sull’eventuale aumento del tasso d’interesse. L’ennesimo nel giro di un anno che potrebbe far nuovamente lievitare le rate dei mutui. «Le rate iniziano a risentire dell’aumento del tasso d’interesse e non aiutano la componente indecisa» conclude Noacco, nel rassicurare la clientela sul fatto che le Bcc fanno dell’attenzione verso la famiglia il loro cavallo di battaglia.