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07/01/2007
Tfr, la proposta Bcc per la previdenza
Aperta una linea di credito agevolato per le imprese e per i lavoratori autonomi. Noacco: un aiuto anche ai dipendenti
UDINE. Linee di credito agevolato e assistenza qualificata per semplificare la vita alle imprese, ma anche una gamma completa di prodotti per andare incontro alle esigenze pensionistiche dei lavoratori autonomi, e a quelle dei dipendenti del settore privato, chiamati a scegliere, dal 1° gennaio ed entro il 30 giugno 2007, la destinazione del Trattamento di fine rapporto che matureranno a partire da quest’anno.
È quanto mettono da subito a disposizione le Banche di Credito cooperativo del Friuli Venezia Giulia, che affrontano l’entrata in vigore della riforma del Tfr e della previdenza complementare stabilita dalla Finanziaria dello Stato, con un "progetto previdenza" pensato per rispondere a quella che è considerata una svolta "epocale" del sistema pensionistico italiano, dato che d’ora in poi saranno i lavoratori a decidere se lasciare il proprio Tfr all’azienda, al fondo pensione nazionale di categoria, a un fondo pensione aperto, o a un piano pensionistico individuale. «In questo nuovo contesto - spiega il direttore della Federazione Gilberto Noacco -, l’obiettivo delle Bcc e duplice: da un lato puntiamo a sostenere le imprese con linee di finanziamento dedicate e con supporti consulenziali qualificati per semplificare gli adempimenti amministrativi, dall’altro a offrire ai lavoratori soluzioni finanziarie idonee a mantenere il proprio tenore di vita una volta giunti alla quiescenza».
Una scelta importante, perché se fino a non molto tempo fa la maggior parte dei lavoratori poteva andare in pensione contando sul 75-80% dell’ultima retribuzione, oggi questa percentuale, cioè il tasso di sostituzione, è gia scesa notevolmente, e si stima possa precipitare al 50% per i dipendenti e al 30% per gli autonomi nell’arco di una trentina d’anni.
Pertanto, se finora in Friuli Venezia Giulia la percentuale di adesione alle forme previdenziali complementari è stata, secondo stime della Federazione delle Bcc, di circa il 14% dei 503.561 lavoratori attivi (385.119 dipendenti e 118.442 autonomi), si prevede un sostanziale aumento del ricorso a pensioni integrative nel restante 86% di lavoratori che se sono ancora sprovvisti, in un mercato della previdenza complementare stimato in regione superiore ai 700 milioni di euro (19 miliardi a livello nazionale).
«Favorire l’educazione al risparmio e alla previdenza - precisa Noacco – è uno dei compiti inseriti nello statuto delle Banche di credito cooperativo e rappresenta un aspetto da sempre privilegiato nel nostro rapporto con soci e clienti. In quest’ottica - prosegue -, abbiamo ritenuto opportuno dare un contributo alla diffusione della conoscenza delle nuove normative, anche perché adesso il vantaggio fiscale, e decisamente più interessante». I contributi versati a una forma pensionistica complementare, con l’obiettivo di "rimpolpare" una pensione destinata negli anni all’erosione, sono da quest’anno deducibili dal reddito complessivo entro 5.164,57 euro, ovvero entro un importo più alto per i lavoratori di prima occupazione successiva al 1.1.2007 (vedi tabella in allegato). In buona sostanza, cadono i precedenti limiti alla deducibilità per gli autonomi, mentre per i dipendenti, grazie alla "devoluzione" del Tfr, circa il 7% della retribuzione annua può essere destinato a un fondo pensione integrativo.