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25/01/2007
Dalle Bcc del Fvg il credito ai precari
Presentata al Mediocredito la proposta di convenzione in attuazione del Fondo regionale di garanzia - Dieci milioni di euro l’importo globale dei finanziamenti ai lavoratori atipici
TRIESTE Ammonta a oltre 10 milioni di euro l’importo complessivo dei finanziamenti a favore dei lavoratori atipici del Friuli Venezia Giulia che potranno essere assistiti dal Fondo di garanzia per l’accesso al credito dei precari, istituito dalla Regione. Lo strumento sarà operativo tra poche settimane e le Bcc del Friuli Venezia Giulia hanno già presentato al Mediocredito (ente che rilascerà la garanzia fideiussoria) la proposta di convenzionamento per la concessione dei finanziamenti.
Misura inserita nella legge del «Buon lavoro», il Fondo di garanzia consentirà ai precari della regione (lavoratori in cassa integrazione, a tempo determinato intermittente, di inserimento, a progetto, collaboratori coordinati e continuativi, con somministrazione di lavoro a tempo determinato) una categoria che l’assessore regionale al lavoro Roberto Cosolini ha stimato attorno alle 30-40 mila unità, di poter ottenere, grazie alla fideiussione, prestiti per l’acquisto di beni di consumo durevoli dal costo unitario minimo di 300 euro, prestiti personali non finalizzati, e l’anticipo dei trattamenti di cassa integrazione ancora da contrarre. L’importo massimo dei prestiti erogabili va da 3 mila a 15 mila euro; tra i requisiti per poter richiedere il contributo, l’aver conseguito un reddito annuo non superiore a 24 mila euro e aver prestato attività lavorativa retribuita per almeno dodici dei ventiquattro mesi precedenti.
L’azione intrapresa dalla Regione permetterà, a coloro che non sono in grado di certificare la continuità del rapporto di lavoro o a quanti si trovano in particolari situazioni di difficoltà occupazionale perché hanno subito un’interruzione dell’attività a causa di una crisi aziendale e sono in attesa della cassa integrazione, di poter comunque ottenere un credito in banca. Un elemento che può rivelarsi fondamentale per far sì che la flessibilità, ormai ben radicata nelle dinamiche del mercato del lavoro, si trasformi in stabilità, magari avviando una nuova attività lavorativa. «Il credito cambia l’orizzonte delle persone – sottolinea il presidente della Federazione delle Bcc, Italo del Negro – perché consente di acquisire “fiducia” e di conseguire non solo la cittadinanza economica ma anche quella sociale. La filosofia che caratterizza l’operatività delle Bcc persegue proprio questo obiettivo: l’inclusione sociale, condizione dalla quale dipendono la crescita delle comunità locali e del territorio». «Da 120 anni, le Banche di credito cooperativo si prodigano per “bancare gli imbancabili” – ricorda a questo proposito il direttore Gilberto Noacco – coloro cioè, che non hanno accesso ai tradizionali circuiti finanziari perché non hanno garanzie reali da offrire».